Dopo la sterilizzazione di un cane o di un gatto, una delle prime domande che molti proprietari si pongono riguarda l’alimentazione: bisogna necessariamente passare a un mangime “Sterilised”?
Sugli scaffali dei negozi troviamo sempre più alimenti specifici per animali sterilizzati, spesso caratterizzati da diciture come Sterilised, Neutered, Light o Weight Control. È quindi facile pensare che, dopo l’intervento, sia automaticamente necessario scegliere una di queste formulazioni.
In realtà, la questione è più complessa.
La sterilizzazione può modificare il fabbisogno energetico dell’animale e può essere associata a cambiamenti dell’appetito e della composizione corporea. Questo significa che l’alimentazione merita certamente di essere rivalutata, ma non necessariamente che qualsiasi prodotto con la scritta “Sterilised” sia automaticamente la scelta migliore.
Per capire cosa mettere davvero nella ciotola dobbiamo andare oltre il nome commerciale e osservare composizione, apporto calorico, quantità somministrata e caratteristiche del singolo animale.
Vediamo cosa significa concretamente.
1. Cosa può cambiare dopo la sterilizzazione?
Dopo la sterilizzazione possono verificarsi cambiamenti che interessano anche la gestione alimentare.
Uno degli aspetti più importanti riguarda il fabbisogno energetico. In alcuni animali il dispendio energetico può diminuire e, se continuiamo a fornire esattamente la stessa quantità di calorie di prima senza considerare il nuovo fabbisogno, nel tempo può verificarsi un aumento di peso.
Contemporaneamente, soprattutto nel gatto, può aumentare anche la richiesta di cibo. Si crea quindi una situazione apparentemente contraddittoria: l’animale potrebbe aver bisogno di meno energia, ma mostrare maggiore interesse verso la ciotola.
Naturalmente non tutti i cani e i gatti reagiscono allo stesso modo. Età, peso, attività fisica, stile di vita, sesso e condizione corporea incidono notevolmente.
È proprio per questo che la sterilizzazione non dovrebbe determinare automaticamente la scelta di un prodotto, ma rappresentare un momento in cui rivalutare la dieta nel suo complesso.
2. Cosa significa davvero “Sterilised” sulla confezione?
La parola Sterilised permette al proprietario di identificare immediatamente un alimento pensato dal produttore per animali sterilizzati.
Generalmente queste formulazioni vengono studiate tenendo conto soprattutto della gestione del peso e del diverso fabbisogno energetico che può presentarsi dopo la sterilizzazione.
Possiamo quindi trovare, a seconda del prodotto, una diversa densità energetica, un contenuto di grassi più contenuto oppure una quantità e una tipologia di fibre studiate per favorire la sazietà.
Ma c’è un concetto fondamentale da ricordare:
due alimenti entrambi definiti “Sterilised” possono avere composizioni nutrizionali e apporti calorici molto diversi tra loro.
La dicitura sulla confezione identifica la categoria commerciale del prodotto, ma non sostituisce la valutazione dell’etichetta.
Per capire se quell’alimento sia effettivamente adatto al nostro animale dobbiamo quindi leggere cosa contiene e considerare quanto ne verrà somministrato.
Sterilised” non significa automaticamente “più adatto”: conta ciò che c’è nella ciotola e quanto ne viene somministrato.
3. Le calorie contano più della scritta sulla confezione
Quando parliamo di controllo del peso, uno dei dati più importanti è l’energia che l’animale assume complessivamente durante la giornata.
Possiamo scegliere un ottimo alimento per sterilizzati, ma se la quantità somministrata è superiore al fabbisogno reale del cane o del gatto, il rischio di aumento di peso rimane.
Allo stesso modo, un alimento che non presenta la parola “Sterilised” sulla confezione non è automaticamente inadatto: potrebbe avere caratteristiche nutrizionali compatibili con le esigenze di quell’animale, purché la razione venga calcolata correttamente.
Per questo motivo non dovremmo limitarci a confrontare le percentuali riportate nella composizione analitica.
È utile conoscere anche la densità energetica dell’alimento, generalmente espressa in kcal per 100 grammi oppure kcal/kg.
Due crocchette apparentemente simili possono infatti fornire quantità di energia differenti a parità di grammi.
E questo spiega anche perché copiare semplicemente la dose del vecchio alimento quando si cambia prodotto non è sempre corretto.
4. Ridurre semplicemente la quantità delle vecchie crocchette è sempre la soluzione?
Potrebbe sembrare la scelta più semplice: il fabbisogno diminuisce, quindi basta mettere meno crocchette nella ciotola.
In alcuni casi può essere sufficiente adattare la razione dell’alimento già utilizzato, ma non sempre è la soluzione ideale.
Se per rispettare il nuovo fabbisogno energetico dobbiamo ridurre molto la quantità giornaliera, potremmo ritrovarci con un animale poco soddisfatto dalla porzione ricevuta. Inoltre, quando si riduce significativamente un alimento completo rispetto alle quantità previste, è importante valutare l’intera dieta e non ragionare esclusivamente sulle calorie.
È quindi necessario considerare insieme:
- densità energetica;
- quantità giornaliera;
- composizione dell’alimento;
- livello di attività;
- condizione corporea;
- eventuali snack e altri alimenti forniti durante la giornata.
A volte può essere opportuno scegliere una formulazione meno calorica; altre volte può essere sufficiente modificare la dose del prodotto già utilizzato.
Non esiste una regola uguale per tutti.
5. Anche snack, premi e “piccoli assaggi” fanno parte della razione
Quando un cane o un gatto aumenta di peso, spesso la prima cosa che si fa è diminuire le crocchette.
Ma la ciotola rappresenta soltanto una parte di ciò che l’animale può assumere durante la giornata.
Snack, biscotti, premietti utilizzati durante l’educazione, alimenti complementari e piccoli assaggi dalla tavola apportano comunque energia.
Presi singolarmente possono sembrare quantità trascurabili, ma sommati nell’arco della giornata possono incidere significativamente sull’apporto calorico complessivo, soprattutto in un animale di piccola taglia.
Per questo, dopo la sterilizzazione, non è utile concentrarsi esclusivamente sulla scelta tra crocchette normali e crocchette Sterilised.
Bisogna osservare l’intera giornata alimentare.
Anche la gestione dei pasti può essere importante. Pesare la razione con una bilancia permette di essere molto più precisi rispetto all’utilizzo di bicchieri, tazze o misurini riempiti “a occhio”.
Pochi grammi in più ogni giorno possono sembrare irrilevanti, ma nel lungo periodo possono fare la differenza.
6. Come capire se l’alimentazione è ancora adatta dopo la sterilizzazione?
La scelta del mangime non termina nel momento in cui acquistiamo il sacco.
Dopo la sterilizzazione è importante osservare come cambia l’animale nel corso delle settimane e dei mesi successivi.
Il peso è certamente un parametro utile, ma non è l’unico.
È importante monitorare anche la condizione corporea, osservando la forma del corpo e verificando, ad esempio, quanto facilmente siano percepibili le coste e se il punto vita rimanga visibile.
Anche appetito, quantità realmente consumata, attività fisica e andamento del peso forniscono informazioni preziose.
Se l’animale tende progressivamente ad aumentare di peso, non significa automaticamente che serva un prodotto con una determinata scritta sulla confezione. È necessario capire quanta energia sta assumendo rispetto a quella che realmente consuma.
Allo stesso modo, se peso e condizione corporea rimangono adeguati e la dieta è completa e bilanciata, non è detto che sia necessario cambiare alimento esclusivamente perché il cane o il gatto è stato sterilizzato.
In presenza di aumento o perdita di peso marcati, fame eccessiva improvvisa o altri cambiamenti importanti, è invece opportuno parlarne con il medico veterinario per escludere eventuali cause che vadano oltre la semplice gestione alimentare.
In conclusione
Le crocchette Sterilised possono essere una soluzione utile, ma non sono una scelta obbligatoria semplicemente perché un cane o un gatto è stato sterilizzato.
Dopo l’intervento può cambiare il fabbisogno energetico e può diventare necessario rivedere quantità, densità calorica e gestione complessiva della giornata alimentare.
La parola riportata sulla confezione può aiutarci a individuare una categoria di prodotti, ma non ci dice da sola se quel mangime sia adatto al nostro animale.
La scelta dovrebbe sempre partire dal singolo soggetto: peso, età, attività, condizione corporea, appetito, alimento utilizzato e quantità realmente consumata.
Imparare a guardare oltre il fronte della confezione permette di fare una scelta molto più consapevole.
Se hai dubbi sull’alimentazione del tuo cane o gatto dopo la sterilizzazione, attraverso una valutazione personalizzata possiamo analizzare insieme alimento, etichetta, quantità e gestione della giornata alimentare, individuando gli aspetti che possono essere migliorati.


