Muta autunnale nel cane e nel gatto: che ruolo ha l’alimentazione?

Arriva l’autunno e, insieme alle giornate più brevi e alle temperature in calo, in molte case compare un fenomeno ben conosciuto: peli sul divano, sui vestiti, nelle cucce e praticamente ovunque.

È la muta autunnale, un processo naturale attraverso il quale il mantello si rinnova e si adatta ai cambiamenti stagionali.

Quando la perdita di pelo aumenta, però, possono sorgere alcune domande:

  • Sta perdendo troppo pelo?
  • Devo cambiare alimentazione?
  • Potrebbe avere qualche carenza?
  • Servono integratori?

L’alimentazione contribuisce alla salute di cute e mantello, ma non ogni perdita di pelo dipende dalla dieta. Inoltre, la muta non deve essere necessariamente “fermata”.

Vediamo come distinguere un normale ricambio del pelo dai segnali che meritano attenzione.

Muta autunnale: perché aumenta la perdita di pelo?

Il pelo attraversa un ciclo naturale di crescita, riposo e caduta. In alcuni periodi dell’anno questo ricambio diventa più evidente, soprattutto in primavera e in autunno.

Non tutti gli animali, però, affrontano la muta nello stesso modo.

A influenzare la perdita di pelo sono diversi fattori:

  • razza;
  • tipo di mantello;
  • presenza o assenza di sottopelo;
  • età;
  • stile di vita;
  • condizioni ambientali;
  • tempo trascorso in casa.

Cani e gatti che vivono prevalentemente in ambienti interni, con temperature abbastanza costanti e molte ore di luce artificiale, possono avere una muta meno stagionale e perdere pelo durante tutto l’anno.

Per questo, trovare più peli in casa durante l’autunno non significa automaticamente che ci sia un problema.

La prima distinzione da fare è tra un normale ricambio del mantello e una perdita di pelo accompagnata da alterazioni della cute.

Perdita di pelo: quando è normale e quando no?

Durante una muta fisiologica è normale trovare più pelo, ma la cute dovrebbe mantenere un aspetto sano e il mantello dovrebbe continuare a ricrescere.

È invece opportuno prestare attenzione se compaiono:

  • zone diradate o prive di pelo;
  • prurito intenso;
  • arrossamenti;
  • croste o lesioni;
  • cattivo odore della cute;
  • leccamento o grattamento insistente;
  • cambiamenti evidenti nella qualità del mantello.

In questi casi non è sufficiente attribuire tutto alla stagione o scegliere un alimento “per il pelo”.

Le cause possono essere diverse e non necessariamente legate all’alimentazione. Una perdita anomala del mantello o la presenza di alterazioni cutanee richiedono quindi una valutazione veterinaria.

L’alimentazione può contribuire al problema, ma non deve diventare la spiegazione automatica di ogni disturbo della cute.

Cute e mantello: il ruolo dell’alimentazione

Un mantello sano non dipende soltanto dai prodotti utilizzati esternamente. La formazione e il mantenimento del pelo richiedono nutrienti che devono essere forniti attraverso una corretta alimentazione.

Il pelo è costituito in larga parte da proteine. Per questo, un apporto proteico adeguato e una corretta disponibilità di aminoacidi sono importanti per il normale mantenimento di cute e mantello.

Non contano, però, soltanto le proteine.

Anche grassi e acidi grassi essenziali contribuiscono alla normale funzione della barriera cutanea e alla qualità del mantello. Vitamine e minerali svolgono a loro volta funzioni specifiche nell’organismo.

Questo non significa che sia necessario scegliere l’alimento con la percentuale proteica più alta o aggiungere indiscriminatamente vitamine, minerali e oli.

Significa che è importante valutare:

  • la qualità complessiva dell’alimento;
  • la sua completezza;
  • l’adeguatezza rispetto alle esigenze dell’animale;
  • le quantità somministrate.

Un alimento completo e correttamente formulato dovrebbe già fornire i nutrienti necessari nelle quantità e nei rapporti appropriati.

Omega-3 e omega-6: perché sono importanti per la cute?

Quando si parla di alimentazione, cute e mantello, si citano spesso gli acidi grassi omega-3 e omega-6.

Questi nutrienti partecipano a diverse funzioni dell’organismo. Alcuni sono essenziali, cioè devono essere introdotti attraverso la dieta.

Tra gli omega-3 troviamo, per esempio:

  • EPA;
  • DHA.

Sono presenti soprattutto nelle fonti marine.

Tra gli omega-6 rientra invece l’acido linoleico.

Nell’alimentazione di cane e gatto, però, non conta soltanto la presenza di una determinata sostanza. È importante considerare:

  • la formulazione complessiva;
  • la fonte utilizzata;
  • la quantità realmente apportata;
  • le esigenze specifiche dell’animale.

Per questo, leggere sulla confezione frasi come “con salmone”, “con olio di pesce” o “ricco di omega” non è sufficiente per stabilire se l’alimento sia davvero adatto.

È necessario valutare l’alimentazione nel suo insieme.

Integratori durante la muta: servono davvero?

Una delle domande più frequenti è: se il mio cane o il mio gatto perde molto pelo, devo aggiungere un integratore?

La risposta è: non necessariamente.

Se l’animale segue un’alimentazione completa, adeguata alle sue esigenze, e la perdita di pelo è fisiologica, non è detto che serva aggiungere un prodotto specifico solo perché è autunno.

Integrare “a prescindere” non significa automaticamente migliorare la dieta.

Anche i nutrienti utili devono essere somministrati nelle quantità corrette. Aggiungere oli, vitamine, minerali o altri prodotti senza considerare ciò che l’animale riceve già può:

  • alterare l’equilibrio della razione;
  • fornire nutrienti in eccesso;
  • aumentare l’apporto calorico giornaliero;
  • rendere più difficile valutare la reale causa del problema.

Un’integrazione dovrebbe avere un obiettivo preciso e tenere conto di:

  • alimentazione abituale;
  • quantità somministrate;
  • età e condizioni dell’animale;
  • stato di salute;
  • obiettivo dell’integrazione.

Il principio da ricordare è semplice: prima si valuta la ciotola, poi si decide se manca davvero qualcosa.

Come sostenere cane e gatto durante la muta autunnale

La prima cosa da fare non è cercare immediatamente un nuovo alimento, ma osservare l’animale nel suo insieme.

Durante la muta possiamo:

  • controllare regolarmente cute e mantello;
  • verificare la presenza di prurito o arrossamenti;
  • osservare eventuali zone diradate;
  • prestare attenzione a cambiamenti rispetto alla normalità;
  • spazzolare il mantello con strumenti adatti.

Una spazzolatura corretta aiuta a rimuovere il pelo morto e permette di osservare più facilmente la cute.

Anche dal punto di vista alimentare possiamo porci alcune domande:

  • L’alimento è completo?
  • La quantità somministrata è corretta?
  • L’animale mantiene un peso adeguato?
  • Quali fonti proteiche e lipidiche sono presenti?
  • Sono già presenti acidi grassi essenziali?
  • Stiamo aggiungendo integratori senza aver valutato la dieta nel suo insieme?

Sono domande più utili della semplice ricerca di una confezione con la dicitura “pelo e cute”.

In conclusione

La perdita stagionale del pelo è un processo fisiologico. L’obiettivo dell’alimentazione non è bloccare la muta, ma fornire all’organismo i nutrienti necessari per sostenere il normale ricambio del mantello.

Una dieta adeguata può contribuire alla salute di cute e mantello, ma non sostituisce la valutazione veterinaria quando compaiono segnali anomali.

È importante rivolgersi al veterinario se, insieme alla perdita di pelo, si osservano:

  • prurito intenso;
  • arrossamenti;
  • lesioni;
  • alopecia;
  • croste;
  • cattivo odore;
  • cambiamenti importanti della cute o del mantello.
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